Un prodotto pensato per la cura delle orchidee promette di riportare in vita gli steli spogli in tempi brevi, facendo comparire nuovi germogli e, nel tempo, nuove fioriture. Si tratta di una pasta a base di citochinine, sostanze che stimolano la divisione cellulare e favoriscono la formazione di gemme laterali sul fusto.
Il metodo sfrutta una tecnica di propagazione nota agli appassionati: applicando la pasta su un punto preciso dello stelo, al di sotto di un nodo ancora vitale, si incoraggia la pianta a sviluppare una nuova gemma. Dal punto trattato può poi nascere un keiki, cioè una piccola plantula che, una volta radicata, può essere separata e coltivata come pianta autonoma.
Per ottenere buoni risultati, indicano le fonti, è importante scegliere uno stelo ancora verde o almeno in buono stato, evitare di applicare la pasta su tessuti secchi e mantenere la pianta in un ambiente luminoso ma senza sole diretto e cocente. Anche l'umidità e la temperatura stabile incidono sulla velocità con cui compaiono i primi segni di crescita.
Il procedimento richiede pazienza: i primi germogli possono richiedere alcune settimane, mentre la formazione di radici e la fioritura della nuova pianta possono richiedere diversi mesi. Nel frattempo è consigliabile non esporre la pianta a sbalzi termici e annaffiarla con moderazione, evitando ristagni d'acqua che potrebbero compromettere il punto trattato.
Il tema della propagazione delle orchidee interessa sempre più chi coltiva in casa, perché permette di moltiplicare una pianta apprezzata senza doverne acquistare altre. Con le giuste attenzioni, un vecchio stelo che sembrava destinato a seccarsi può così diventare il punto di partenza di una nuova piccola collezione.