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Un cardiofrequenzimetro open source per il fitness fai da te

Un progetto open source realizzato da Milos Rasic propone un cardiofrequenzimetro Bluetooth alternativo ai modelli commerciali, basato su un chip AD8232 e una scheda ESP32. Il design semplice e accessibile apre nuove possibilità per chi vuole monitorare la frequenza cardiaca senza dipendere da dispositivi proprietari.

Chi frequenta le palestre o pratica sport all'aperto conosce bene i cardiofrequenzimetri Bluetooth: piccoli dispositivi elettronici montati su una fascia toracica che trasmettono i dati sulla frequenza cardiaca a un logger o a un display esterno. A questa categoria di prodotti si aggiunge ora una versione open source, sviluppata da Milos Rasic, che punta a offrire le stesse funzionalità senza i vincoli dei dispositivi commerciali.

Il cuore del progetto è un chip AD8232, componente specializzato nell'acquisizione del segnale cardiaco, affiancato da una scheda Seeed Studio XIAO ESP32 per la connettività Bluetooth. L'alimentazione è garantita da una singola cella da 3,7 volt, con un convertitore boost che porta la tensione a 5 volt. Una scelta progettuale volutamente essenziale: il circuito non include un controller di ricarica, lasciando all'utente il compito di trovare il modo più adatto per ricaricare la batteria. Una semplificazione che riduce i costi e la complessità, ma richiede un minimo di manualità.

Il software viene caricato tramite l'Arduino IDE, un ambiente di sviluppo ampiamente diffuso che apre la possibilità di adattare il progetto ad altre CPU ESP32 con qualche modifica. Questa flessibilità è uno dei punti di forza dell'iniziativa: non un prodotto chiuso, ma una base su cui sperimentare e personalizzare. Del resto, lo stesso autore ha dimostrato un interesse più ampio per i dispositivi medici aperti, con un intervento dedicato alle complessità del monitoraggio della pressione sanguigna presentato quest'anno a Hackaday Europe.

La semplicità del progetto non ne sminuisce il valore. I cardiofrequenzimetri commerciali sono economici e facilmente reperibili, ma un dispositivo open source offre vantaggi diversi: la possibilità di studiarne il funzionamento, modificarlo, ripararlo o integrarlo in sistemi più ampi. Per chi si avvicina all'elettronica e al fitness in modo consapevole, rappresenta un punto di partenza accessibile e istruttivo.

Il progetto si inserisce in una tendenza più ampia verso l'apertura dei dispositivi medici e del monitoraggio personale. Sempre più appassionati e sviluppatori cercano alternative ai prodotti proprietari, spinti dal desiderio di comprendere i dati che riguardano il proprio corpo e di non dipendere da piattaforme chiuse. Un cardiofrequenzimetro fai da te non sostituirà i dispositivi certificati per uso clinico, ma dimostra che l'innovazione nel settore della salute può passare anche attraverso la comunità open source.

Per chi volesse cimentarsi, il progetto richiede competenze di base di elettronica e programmazione, ma la documentazione disponibile e l'uso dell'Arduino IDE rendono l'impresa alla portata di molti. La sfida principale resta la gestione della batteria, lasciata volutamente aperta: una scelta che invita a sperimentare soluzioni personalizzate. In un'epoca in cui i dispositivi indossabili sono sempre più diffusi, iniziative come questa ricordano che la tecnologia può essere anche trasparente, modificabile e realmente nelle mani di chi la usa.

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