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Guasto NATS, oltre mille voli cancellati nel Regno Unito: disagi anche sulle rotte europee

Un problema al sistema di elaborazione dei voli della controllata britannica NATS ha paralizzato per ore il traffico aereo. Il guasto è stato risolto, ma il riposizionamento di aerei ed equipaggi può continuare a pesare sui collegamenti europei.

Guasto NATS, oltre mille voli cancellati nel Regno Unito: disagi anche sulle rotte europee

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Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Un guasto tecnico al sistema di elaborazione dei voli della britannica NATS ha provocato martedì una delle giornate più difficili dell’anno per il trasporto aereo nel Regno Unito. In serata il numero delle cancellazioni aveva superato quota mille, secondo Euronews sulla base dei dati di Flightradar24.

La situazione era già grave nelle prime ore dell’emergenza. Associated Press aveva contato almeno 625 voli cancellati, con ripercussioni su Heathrow, Gatwick, Manchester, Birmingham, Stansted e London City. Con il passare delle ore le compagnie hanno dovuto ridurre ulteriormente gli operativi per gestire la capacità disponibile e la crescente congestione.

NATS ha spiegato che il problema riguardava il sistema di elaborazione dei piani di volo. I tecnici hanno applicato una soluzione e successivamente la società ha dichiarato che il sistema era tornato a funzionare normalmente. La normalità tecnica, tuttavia, non coincide immediatamente con la normalità per i passeggeri.

Un aereo che non parte da Londra può mancare il volo successivo previsto in un altro aeroporto. Un equipaggio che accumula ore di attesa può raggiungere i limiti di servizio. I passeggeri in coincidenza devono essere riprotetti. È questo effetto a catena che può prolungare i disagi anche dopo la soluzione del guasto.

Tra le compagnie coinvolte figurano British Airways ed easyJet, oltre a vettori continentali come KLM e Lufthansa. La crisi britannica ha quindi avuto una dimensione europea: i grandi aeroporti londinesi sono collegati con decine di scali del continente e una parte consistente del traffico utilizza Heathrow come hub per i voli a lungo raggio.

Per chi viaggia dall’Italia verso il Regno Unito, o prosegue da Londra verso altre destinazioni, la raccomandazione pratica è controllare lo stato del volo direttamente con la compagnia prima di raggiungere l’aeroporto. La presenza di un orario confermato nella prenotazione non garantisce che l’operativo non venga modificato durante la fase di recupero.

Il caso apre anche una questione più ampia sulla resilienza delle infrastrutture digitali che sostengono il trasporto aereo. La gestione del traffico non dipende soltanto da torri di controllo e radar: sistemi informatici e di elaborazione dei dati coordinano un numero enorme di movimenti, e un problema in un nodo centrale può propagarsi rapidamente attraverso l’intera rete.

NATS dovrà ora chiarire la causa del malfunzionamento e spiegare quali meccanismi di ridondanza siano entrati in funzione. Per le compagnie, la valutazione sarà anche economica: cancellazioni, assistenza ai passeggeri, hotel, riposizionamento degli equipaggi e perdita di produttività generano costi che continuano anche dopo la ripresa del traffico.

La prova più importante arriverà mercoledì, quando gli aeroporti britannici dovranno assorbire sia il programma ordinario sia una parte dei passeggeri rimasti a terra. Se aerei e personale saranno tornati nelle basi previste, il sistema potrà stabilizzarsi rapidamente; in caso contrario, le conseguenze del guasto continueranno a farsi sentire sulle rotte europee.

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