Chi ha mai strisciato sotto una scrivania regolabile all'alba per cercare una presa conosce bene la frustrazione di certi mobili contemporanei. Negli ultimi anni abbiamo reso le scrivanie a altezza variabile, le lampade da terra snodabili, le librerie modulari, ma la ciabatta elettrica è rimasta ferma, avvitata a un punto fisso, costringendo ogni cavo della stanza a tendersi, penzolare o piegarsi nella direzione più comoda. È questa discrepanza che Swift Creatives ha voluto affrontare con Power Duck.
Il principio è semplice: lasciare che la fonte di alimentazione si muova con l'utente invece di obbligarlo ad adattarsi. Quando la scrivania sale, la presa non segue; quando la lampada si sposta, la spina resta dov'è. Si finisce per comprare prolunghe per colmare la distanza, e poi per odiarle, perché sul pavimento si crea un groviglio di cavi su cui prima o poi qualcuno inciampa.
Il meccanismo, una volta visto, appare quasi ovvio. Un palo grigio, sagomato come un gancio angolare, sostiene una guaina color menta che scorre liberamente su e giù. All'interno della guaina trovano posto quattro prese. Si alza la guaina quando serve corrente all'altezza delle spalle, la si abbassa quando la si vuole vicina al pavimento, e il cavo segue il movimento senza tendersi. È lo stesso principio di regolazione che ci si aspetta da una lampada da scrivania, applicato a un oggetto decisamente poco glamour.
Ciò che rende memorabile il concept, però, è il volto. Una delle quattro prese ha ricevuto un paio di occhi mobili e un becco arancione, trasformandosi in una papera che sbircia chiunque stia per inserire una spina. È un dettaglio quasi marginale, ma fa molto. Le ciabatte sono oggetti che siamo abituati a ignorare, a nascondere dietro i mobili, a considerare un po' imbarazzanti quando arrivano ospiti. Dare loro un volto ribalta l'istinto: non è più disordine di cui scusarsi, ma un personaggio seduto sulla scrivania.
La scelta dice qualcosa di onesto su dove sta andando il product design. Per anni il «buon design» negli accessori tecnologici ha significato sparire del tutto, diventare nero opaco o argento spazzolato per non attirare l'attenzione. Power Duck scommette sul contrario, puntando su colore e personalità invece che sulla mimetizzazione. È una scelta più rischiosa, perché una faccia da cartone animato può risultare un espediente se la funzione sottostante non regge. Qui non sembra un trucco aggiunto a un prodotto noioso solo per renderlo condivisibile: il meccanismo scorrevole è l'idea vera, il muso di papera è ciò che spinge a guardarlo due volte.
Va detto con chiarezza che Power Duck è un concept nato dall'Innovation Lab di Swift Creatives, non un prodotto sugli scaffali di un ferramenta. Molte idee ingegnose come questa vivono su Instagram e non superano lo stadio del prototipo, e non c'è garanzia che questa faccia eccezione. Ma ciò non la rende meno utile come segnale. Qualcuno ha guardato un fastidio davvero banale, la ciabatta ad altezza fissa che combatte con mobili sempre più regolabili, e lo ha considerato degno di essere risolto invece di essere ignorato.
Negli ultimi anni case e uffici si sono riempiti silenziosamente di oggetti ad altezza variabile, dalle scrivanie in piedi ai bracci per monitor alle librerie modulari, mentre l'infrastruttura elettrica non si è mai adeguata. Power Duck è un promemoria piccolo e quasi divertente che le parti poco appariscenti di una stanza meritano la stessa attenzione progettuale delle parti che mostriamo con orgoglio. Che questa papera finisca davvero su uno scaffale conta meno del fatto che qualcuno si sia chiesto perché la ciabatta debba essere l'unico oggetto statico in un ambiente flessibile. È una domanda che sembra arrivata con colpevole ritardo, e viene da sperare che altri designer comincino a porsela.