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Pensioni integrate al minimo, entro il 15 settembre la comunicazione dei redditi 2022 all'INPS

I titolari di pensione integrata al minimo, maggiorazione sociale o trattamento ai superstiti che non hanno comunicato i redditi 2022 rischiano la revoca definitiva della prestazione dal 15 settembre. Per evitarla occorre presentare la domanda di ricostituzione reddituale tramite l'area riservata del sito INPS.

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Pensioni integrate al minimo, entro il 15 settembre la comunicazione dei redditi 2022 all'INPS
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Chi percepisce una pensione integrata al minimo, una maggiorazione sociale o un trattamento ai superstiti e non ha ancora comunicato all'INPS i redditi del 2022 ha tempo fino al 15 settembre per mettersi in regola. Superata quella data, l'Istituto previdenziale procede alla revoca definitiva della prestazione collegata al reddito. La scadenza riguarda quindi una platea di beneficiari che ricevono importi aggiuntivi legati a soglie reddituali, e che devono dimostrare ogni anno di avere ancora diritto a quelle somme.

La normativa impone all'INPS di verificare periodicamente la condizione economica dei beneficiari, perché il diritto a questi importi aggiuntivi dipende da soglie reddituali che variano di anno in anno. Le prestazioni interessate non sono acquisite una volta per tutte: la verifica periodica serve proprio ad accertare che i requisiti economici richiesti continuino a sussistere. Per questo motivo, chi non ha ancora adempiuto all'obbligo di comunicazione deve presentare la domanda di «Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008» entro il 15 settembre.

La procedura va seguita online e prevede l'accesso all'area riservata del sito dell'INPS. In caso contrario, cioè se la scadenza viene superata senza che sia stata presentata la domanda di ricostituzione, l'Istituto revoca in via definitiva la prestazione collegata al reddito. Per le pensioni ai superstiti la conseguenza si traduce nell'applicazione della riduzione massima prevista dalla normativa. Si tratta di un effetto particolarmente pesante per chi riceve un trattamento derivante da un rapporto di lavoro del coniuge o di un familiare deceduto.

Oltre alla perdita del rateo futuro, l'INPS avvia anche il recupero delle somme eventualmente già corrisposte e risultate non dovute. Questo aspetto estende il rischio economico oltre la semplice perdita dell'importo mensile: il beneficiario potrebbe trovarsi a dover restituire quanto ricevuto in precedenza, con un impatto sui propri bilanci che va al di là della singola mensilità. La scadenza del 15 settembre assume quindi un carattere stringente per chi non ha ancora provveduto.

La comunicazione dei redditi è un adempimento ricorrente per i titolari di prestazioni integrate o maggiorate. Le soglie reddituali vengono aggiornate e verificare la propria posizione è necessario per mantenere il diritto all'importo aggiuntivo. La domanda di ricostituzione reddituale consente di riallineare la prestazione ai redditi effettivamente percepiti nel 2022, evitando la revoca definitiva e il successivo recupero delle somme.

Per i beneficiari che rientrano nelle categorie interessate, dunque, i giorni a disposizione sono pochi. La procedura va completata attraverso l'area riservata del sito INPS, dove è possibile presentare la domanda di ricostituzione reddituale prevista dalla normativa. Chi non lo fa entro la metà del mese rischia di perdere in modo definitivo la prestazione e di dover restituire quanto già incassato.

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