Una chitarra acustica con il corpo interamente in pietra: non è un esercizio di stile né un oggetto da esposizione, ma uno strumento che suona davvero. A costruirla è stato un youtuber noto come BeBeau Builds, che ha preso alla lettera l'espressione «rock guitar» e ha deciso di realizzarla con vera roccia. Il risultato è un ibrido funzionante, costruito con diciotto lastre di ardesia assemblate su una struttura interna stampata in 3D.
L'idea nasce da una considerazione tanto semplice quanto ironica: quasi tutte le chitarre, acustiche o elettriche, sono fatte di legno, eppure il genere musicale più diffuso si chiama rock. BeBeau ha sacrificato una chitarra acustica di serie, ne ha recuperato manico e tastiera e ha costruito il resto del corpo in ardesia. Il peso finale è di poco inferiore ai 22 chilogrammi, più vicino a una batteria d'auto che a uno strumento musicale. Eppure, una volta impugnata, la chitarra suona.
La scelta dell'ardesia non è casuale. Questa pietra si divide naturalmente in lastre piatte e regolari, una proprietà che l'ha resa per secoli il materiale ideale per tetti e tavoli da biliardo. La stessa caratteristica ha permesso di tagliare lastre di spessore uniforme per il corpo dello strumento, evitando di dover lavorare un blocco informe. Il processo, però, non è stato semplice: una sega per piastrelle si è surriscaldata quasi subito a contatto con uno spessore simile, segno che l'ardesia non è pensata per essere lavorata come il compensato.
Per tenere insieme i diciotto pezzi, BeBeau ha utilizzato dime stampate in 3D, ma le variazioni di spessore tra le lastre hanno accumulato piccoli errori angolari fino a rendere impossibile l'allineamento. Il primo tentativo di incollaggio è fallito ed è stato necessario raschiare via tutto a mano, un lavoro durato ore. La seconda volta la strategia è stata più efficace: colla a caldo come scheletro temporaneo e adesivo strutturale per riempire le fessure, con diversi giorni di polimerizzazione. Durante la lavorazione una lastra della tavola armonica si è incrinata, ma un pezzo di ricambio si è rivelato persino migliore dal punto di vista timbrico. Alla fine, un trattamento a olio minerale ha protetto la pietra e le ha dato l'aspetto consumato e lucido di un piano di lavoro.
La sorpresa più grande riguarda il suono. Suonata senza amplificazione, la chitarra in ardesia somiglia molto più a una normale acustica in legno di quanto ci si aspetterebbe da uno strumento da quasi 22 chili. Le differenze principali sono un volume ridotto e un sustain più breve, non un timbro alieno. Il confronto con le resonators in acciaio, come la Dobro, che cambiano radicalmente la voce dello strumento pur pesando molto meno, suggerisce che l'ardesia non sia solo un esercizio spettacolare, ma un dato concreto su quanto il materiale influenzi davvero il suono di una chitarra.
I limiti sono evidenti. Nessuno sostituirà la propria dreadnought con una lastra di pietra pesante quanto un ripiano di frigorifero, e l'angolo del manico è leggermente fuori asse, il che tende a mandare le corde fuori tono sotto la pressione delle dita. Resta però un prototipo riuscito, che si inserisce in un filone di sperimentazione già esplorato da altri costruttori: chitarre in cartone laminato e resina, bassi funzionanti in mattoncini LEGO e corpi colati con migliaia di chicchi di caffè tostato sospesi in epossidica. In questo panorama, la chitarra in ardesia di BeBeau Builds si distingue perché funziona come strumento, non solo come provocazione. Prima di emettere un verdetto definitivo sul timbro, però, servirà il giudizio di un musicista professionista.