Il collettivo artistico di Brooklyn MSCHF torna a sorprendere con una collaborazione che trasforma due vetture Lexus di serie in sculture dal sapore digitale. Il progetto, battezzato MOTOMORPHOSIS, è parte del calendario di Armory Week a New York e mette in scena due opere che sembrano uscite da un errore di rendering: una Lexus RZ 450e e una RX 450h+ piegate, allungate e avvolte su se stesse fino a diventare forme impossibili.
La RZ 450e diventa la «Circle Car», con la carrozzeria curvata in un anello continuo che congiunge il muso alla coda. Il risultato evoca l'idea di un'auto sorpresa a percorrere una curva e con il movimento impresso per sempre nella sua materia. La RX 450h+, invece, si trasforma nella «Twisted Car», il cui corpo è trascinato in una spirale longitudinale che deforma finestrini, pannelli e dettagli del design originale lungo l'asse della torsione. In entrambi i casi, le proporzioni familiari, i fari, i vetri e le superfici restano riconoscibili anche dopo essere stati spinti in configurazioni fisicamente impossibili.
MSCHF definisce queste creazioni «Form Cars», contrapponendole deliberatamente al concetto tradizionale di concept car. Anziché immaginare un veicolo futuro con nuove tecnologie o modalità di movimento, il collettivo tratta l'automobile stessa come un materiale da manipolare. L'ispirazione arriva in parte dalla modellazione digitale 3D, dove operazioni come piegatura, allungamento e torsione possono rendere irriconoscibile un oggetto familiare, e in parte dai «smear frames» dell'animazione, quei fotogrammi in cui le forme vengono temporaneamente distorte per comunicare velocità e movimento. Qui quella distorsione effimera diventa fisica e permanente.
Realizzare qualcosa che sembra deformato digitalmente ha richiesto una lavorazione molto concreta. MSCHF è partito da armature in acciaio per poi assemblare migliaia di singoli pezzi fino a creare la pelle esterna. La finitura, la verniciatura e il rivestimento protettivo seguono processi familiari alle carrozzerie automobilistiche, nonostante le forme radicalmente non convenzionali. Alcuni componenti delle sculture sono autentici pezzi Lexus, ma il collettivo chiarisce che nessuna delle due opere è un veicolo funzionante. La precisazione è importante perché MOTOMORPHOSIS ruota attorno alla ridefinizione della forma dell'auto in un universo distorto.
Accanto alle versioni modificate, sono esposte anche le Lexus RZ 450e e RX 450h+ originali, un confronto che rende più comprensibile la trasformazione subita. La scelta di affiancare i modelli di serie alle sculture permette ai visitatori di cogliere quanto la geometria rigida di un'automobile di produzione possa essere trattata come argilla digitale anziché come semplice mezzo di trasporto.
MOTOMORPHOSIS apre a Chelsea Industrial, a New York, dal 24 al 26 settembre, con orari di apertura al pubblico il 25 e 26 settembre. L'ingresso è gratuito con registrazione RSVP. L'iniziativa si inserisce nella storia di MSCHF, noto per operazioni che sfidano la logica e le convenzioni del prodotto di consumo, come la collaborazione con Hot Wheels e la collezione di arredi ispirata a Mercedes-AMG. Con questa nuova incursione nel mondo automotive, il collettivo porta la cultura visiva digitale dentro la materia dell'auto, trasformando due SUV elettrificati in oggetti di contemplazione più che di mobilità.