La Romania ha annunciato di aver fermato un’operazione di sabotaggio che il Serviciul Român de Informații, l’intelligence interna di Bucarest, attribuisce al coordinamento di soggetti della Federazione Russa. Al centro dell’indagine c’è un cittadino russo di 40 anni residente nel Paese. L’8 settembre la Corte d’Appello di Bucarest ne ha disposto la custodia cautelare per 30 giorni con l’accusa di tentati atti di diversione.
Secondo la procura antiterrorismo DIICOT, tra febbraio e luglio 2026 l’uomo avrebbe identificato e sorvegliato obiettivi militari, raccolto informazioni e trasmesso fotografie di mezzi delle forze armate romene e alleate. Gli investigatori indicano strutture nelle contee di Cluj, Costanza, Călărași e Ilfov, oltre alla capitale Bucarest. Sarebbero stati documentati anche spostamenti di personale e materiale militare.
L’SRI amplia il quadro e parla di centri di comunicazione, basi nazionali utilizzate dagli alleati NATO, sedi di istituzioni del sistema di difesa e sicurezza e infrastrutture critiche. Il sospettato, secondo il servizio, avrebbe ricevuto indicazioni da un intermediario per realizzare materiale foto e video su obiettivi di interesse strategico. Tra questi vengono citati anche aerei cargo ucraini Antonov durante la loro presenza sul territorio romeno.
Il punto più delicato riguarda la natura dell’attività contestata. Non si tratta, nelle accuse, soltanto di raccogliere immagini. DIICOT sostiene che l’uomo avrebbe operato sotto il coordinamento diretto di una persona con cui manteneva i contatti attraverso servizi di messaggistica online cifrata e che l’attività fosse svolta in vista di azioni di diversione o sabotaggio di tipo ibrido.
Per l’Italia la vicenda ha un rilievo europeo e atlantico. La Romania è uno dei Paesi chiave del fianco orientale della NATO e il suo territorio ospita infrastrutture e attività alleate in una regione direttamente esposta alle conseguenze della guerra russa contro l’Ucraina. La sicurezza di basi, aeroporti, reti di comunicazione e linee logistiche non riguarda quindi soltanto Bucarest: è parte del sistema con cui l’Alleanza muove uomini e mezzi e sostiene la deterrenza.
L’SRI afferma che il modello operativo osservato sarebbe simile a quello usato da reti di sabotatori coordinate da entità russe in altri Paesi europei e richiama casi sventati in Romania nel 2024 e nel 2025. Questa resta una valutazione dell’intelligence romena. Nel procedimento penale in corso dovranno essere provati i singoli fatti contestati e il loro collegamento con eventuali mandanti.
La custodia cautelare non equivale a una condanna. La polizia romena ha ricordato espressamente che l’indagato beneficia della presunzione di innocenza e delle garanzie previste dal codice di procedura penale. Il tribunale ha autorizzato la misura per consentire la prosecuzione dell’inchiesta, non per stabilire in via definitiva la responsabilità dell’uomo.
Il caso mostra anche quanto sia cambiato il concetto di obiettivo strategico. Un aeroporto militare è evidente, ma possono essere altrettanto importanti una centrale di comunicazione, una strada percorsa da convogli, una linea ferroviaria o un nodo energetico. Nel contesto della guerra ibrida, informazioni apparentemente frammentarie acquistano valore se vengono raccolte con metodo e messe insieme.
Le autorità romene dovranno ora chiarire chi fosse l’intermediario, quali materiali siano stati realmente inviati, chi li abbia ricevuti e se esistesse già un piano operativo per colpire un obiettivo specifico. L’SRI ha comunicato di aver prevenuto un’azione di sabotaggio, ma non ha reso pubblico un bersaglio finale né una data prevista per un eventuale attacco.
La prossima fase sarà quindi giudiziaria, ma la conseguenza politica è già visibile: la protezione delle infrastrutture NATO sul fianco orientale non può essere separata dal controspionaggio e dalla cooperazione tra servizi europei. Se le stesse tecniche vengono impiegate in più Paesi, riconoscere rapidamente il modello può essere decisivo per interrompere una rete prima che passi dall’osservazione all’azione.