Una pattuglia composta da forze maliane e personale dell’Africa Corps russo è stata colpita il 7 settembre in un’imboscata vicino a Kaka, nella regione centrale di Mopti. L’attacco è stato rivendicato dal JNIM, la coalizione jihadista legata ad al-Qaeda attiva nel Sahel.
Dopo l’azione il gruppo ha diffuso immagini che, secondo la propria versione, mostrano militari russi uccisi e danni nell’area dell’imboscata. Anche osservatori che seguono il conflitto attraverso fonti aperte hanno segnalato un attacco contro una pattuglia congiunta delle forze di sicurezza maliane e dell’Africa Corps nella zona di Kaka.
Il bilancio resta però incerto. Nelle ore successive sono circolate notizie su più vittime e, in alcuni casi, su decine di morti. Quest’ultima cifra non ha al momento un riscontro indipendente sufficiente. Le immagini indicano perdite russe, ma non permettono di stabilire quanti soldati maliani, russi o combattenti locali filogovernativi siano stati uccisi o feriti.
L’attacco arriva in una fase di forte pressione militare nella regione di Mopti. Il 2 settembre fonti maliane avevano riferito che le Forze armate del Mali, le FAMa, e l’Africa Corps stavano intensificando le attività di ricognizione e ricerca contro i gruppi armati. Cinque giorni dopo, il JNIM ha dimostrato di poter ancora colpire una pattuglia in movimento nello stesso teatro operativo.
L’Africa Corps è una formazione controllata dallo Stato russo e ha preso il posto di Wagner come principale presenza militare di Mosca in Mali dopo il 2025. I suoi uomini operano accanto all’esercito maliano in una partnership che per la giunta di Bamako è diventata uno dei pilastri della politica di sicurezza successiva alla rottura con Francia e Nazioni Unite.
Il problema delle imboscate ai convogli non è nuovo. A luglio un’altra colonna con soldati maliani e numerosi russi era stata attaccata nel nord del Paese durante una più ampia escalation che coinvolgeva il JNIM e ribelli tuareg. In un territorio vastissimo, con infrastrutture limitate, le strade e le rotte di rifornimento sono uno dei punti più vulnerabili per le forze governative.
Mopti è inoltre al centro di accuse molto gravi sulla condotta delle operazioni. Human Rights Watch ha attribuito all’Africa Corps la morte di civili in attacchi aerei e operazioni terrestri nella regione tra giugno e luglio. L’organizzazione ha documentato otto vittime civili a Kyrnia e nove a Bombori. Le autorità maliane e i russi presentano la campagna come lotta ai gruppi terroristici, ma le denunce di abusi possono rendere più difficile il rapporto con le comunità locali.
L’imboscata di Kaka mostra quindi due elementi contemporaneamente: la capacità delle forze maliane e russe di mantenere una presenza operativa nel centro del Paese e la capacità del JNIM di individuare e colpire quella presenza. Il bilancio definitivo potrà cambiare con nuove informazioni, ma il nodo militare è già evidente: la sicurezza delle pattuglie e delle vie di comunicazione resta una delle principali debolezze della strategia di Bamako.