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Il registratore Akai PRO-1000 rinasce in un set LEGO da 2.680 pezzi

Il progetto LEGO Ideas firmato Zo Lee riproduce il registratore a bobine Akai PRO-1000 degli anni Settanta: 2.680 pezzi, bobine che girano, VU meter oscillanti e un vano batteria rimovibile. Ha già ottenuto il badge Staff Pick e punta a 1.000 sostenitori.

Un registratore a bobine degli anni Settanta che pesava quasi 85 libbre diventa un oggetto da portare sul divano con una mano sola. È la scommessa del progetto LEGO Ideas firmato Zo Lee, che riproduce l’Akai PRO-1000 con 2.680 mattoncini e ha già conquistato il badge Staff Pick sulla piattaforma dedicata alle proposte degli appassionati.

L’originale era una macchina semi-professionale lanciata alla fine degli anni Settanta e venduta soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone, con un prezzo di listino americano di 1.995 dollari nel 1977. Arrivava in due scatole, unite da tre cavi, così il proprietario poteva affiancarle o impilarle: la versione LEGO sceglie la seconda strada. Le misure parlano di circa 43 centimetri di altezza, 29 di larghezza e 16 di profondità, una sintesi compatta rispetto ai circa 48 centimetri dell’apparecchio reale.

Il punto di forza della riproduzione è il movimento. Un motore fa girare le bobine, i VU meter oscillano di conseguenza e le grandi manopole ruotano sotto le dita. Una griglia rimovibile sulla parte superiore nasconde un vano per una batteria LEGO, così il registratore può stare ovunque sullo scaffale senza cercare una presa di corrente. Le bobine, del resto, erano il primo dettaglio che colpiva chi entrava in una stanza negli anni Settanta, e il progetto le mette al centro della scena.

La costruzione, secondo l’autore, è estremamente difficile. Tra gli ostacoli ci sono la distanza insolita di un quarto tra le piastrelle, le grandi bobine con tutte le loro finestre ritagliate e una struttura interna che deve sostenere il guscio esterno. Far muovere la stessa intelaiatura, le bobine e i misuratori ha richiesto molti tentativi. Il risultato, visibile nei render, mostra bobine grigie con inserti rosso scuro, manopole nere con indicatori colorati, piccole etichette di trasporto come CUE, PAUSE e REC e un contatore del nastro fermo su 977. A qualche metro di distanza il pannello frontale sembra vero hardware, che è esattamente il senso di una replica in scala ridotta.

Il dettaglio più riuscito resta la coppia di VU meter, che secondo Zo Lee oscillano in sincrono con le bobine ma in modo asimmetrico. Probabilmente lo stesso motore aziona entrambi, così gli aghi si muovono come se reagissero a una canzone invece di marciare all’unisono. Una scelta che simula l’audio dal vivo, nasconde un meccanismo dietro due facce ambrate e probabilmente risparmia al costruttore un secondo motore.

Il progetto si inserisce in una piccola genealogia di apparecchiature audio in mattoncini, accanto al giradischi Technics SL-1200 MK2 di Tomasso Builds e al Sony Walkman di Headlight Bricks. Il registratore a bobine è il formato che precedeva la cassetta del Walkman e, tra tutti, è quello con le parti in movimento più spettacolari. Al momento la proposta conta 527 sostenitori su LEGO Ideas, con il prossimo traguardo fissato a 1.000 e 396 giorni di tempo per raggiungerlo. Il funzionamento della piattaforma è noto: gli appassionati presentano i progetti, i sostenitori si accumulano e LEGO esamina quelli che superano la soglia. Il badge Staff Pick è un buon punto di partenza, ma i voti devono arrivare dagli utenti. Ogni sostenitore contribuisce a spingere il registratore verso una scatola vera, e chissà che un giorno non si possa possedere un deck a bobine senza reclutare tre amici e un carrello.

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