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Coach festeggia gli 85 anni con la sfilata Spring 2027 a New York

Stuart Vevers celebra l'anniversario del marchio con una collezione che guarda al futuro: cappelli di compleanno in pelle, abiti di paillettes e una festa finale al Pier 36.

Coach ha scelto di festeggiare il suo ottantacinquesimo anniversario con una sfilata che è stata, prima di tutto, una dichiarazione d'amore per il marchio. Mercoledì sera, gli ospiti hanno attraversato l'ingresso di un'ampia e soffusa venue al Pier 36 di New York per assistere alla presentazione della collezione Spring 2027, accolta da piccoli tavoli apparecchiati con olive, grissini e calici di vino. Un inizio informale, quasi domestico, che ha introdotto quello che il direttore creativo Stuart Vevers ha definito, parlando con la stampa nel backstage, un racconto «sull'amore».

«Il titolo della canzone finale è Love Is the Message, e volevo mostrare le cose che amo di Coach nel suo ottantacinquesimo anno», ha spiegato Vevers. «Mi ha fatto pensare alle celebrazioni, come i compleanni importanti o il mio matrimonio». La collezione ha preso il via con una serie di look dai toni prevalentemente neutri — completi monocolore grigio e nero, maglieria scura — per poi aprirsi progressivamente a esplosioni di colore: oro, rosa tenue e giallo burro. In chiusura, i look più festosi: abiti interamente ricoperti di paillettes e coordinati con gonna maxi.

Come da tradizione per il marchio, gli accessori hanno rappresentato uno dei momenti centrali della sfilata. Tra le proposte della stagione figurano versioni aggiornate della Turnlock Tote Bag, scatole regalo reinterpretate come borse e cappelli di compleanno in pelle. Un dettaglio, quest'ultimo, che ha trasformato l'idea della festa in un oggetto da indossare, coerente con l'atmosfera giocosa e insieme sofisticata della serata.

Vevers ha tenuto a precisare che, nonostante l'occasione celebrativa, la collezione non guarda al passato. «Anche se era una celebrazione per l'ottantacinquesimo anniversario, non è una collezione retrospettiva», ha detto. «Non è davvero uno sguardo indietro. Ci sono riferimenti a Coach, ma ho pensato che il modo migliore per celebrare questo anniversario fosse in realtà guardare avanti». Una scelta coerente con la volontà di proiettare il marchio nel futuro senza rinunciare alla propria identità.

Il finale ha trasformato la passerella in una vera festa. Le tende dietro la runway si sono alzate per rivelare musicisti d'archi in esecuzione; una palla da discoteca è scesa dall'alto e i coriandoli hanno invaso la venue. Mentre le modelle rientravano per l'ultimo passaggio, otto ballerini di voguing si sono uniti a loro sulla passerella, creando una transizione naturale verso il momento successivo della serata: l'afterparty al Coach Club 65, organizzato immediatamente dopo la conclusione dello show.

La sfilata conferma la capacità di Coach di coniugare heritage e contemporaneità, trasformando un anniversario in un'occasione per ribadire la propria visione. L'ottantacinquesimo compleanno del marchio diventa così non un traguardo da archiviare, ma un punto di partenza: una festa in cui il passato è presente solo come riferimento, mentre lo sguardo resta saldamente rivolto a ciò che verrà.

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