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Polkadot Design firma l'identità visiva del Festival di Atene ed Epidauro con gesti rotazionali e tracce d'inchiostro

Il festival greco, tra i più longevi d'Europa, affida la sua immagine 2024 allo studio Polkadot Design: un processo manuale in cui il movimento del corpo diventa linguaggio grafico, trasformando il poster in un'esperienza aperta alla partecipazione dello spettatore.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Un gesto rotazionale, una traccia d'inchiostro e un processo interamente manuale. È questa la materia prima dell'identità visiva che Polkadot Design ha realizzato per il Festival di Atene ed Epidauro, una delle istituzioni culturali più importanti della Grecia e uno dei festival più longevi d'Europa, capace di riunire per settant'anni artisti greci e internazionali nei campi del teatro, della musica e della danza.

Lo studio ha costruito un linguaggio grafico che nasce dal corpo e dal movimento, restituendo in forma visiva la fisicità che appartiene alle arti performative. Il progetto non si affida a un segno disegnato a tavolino, ma a un'azione concreta: una rotazione della mano o del braccio che lascia una traccia d'inchiostro sulla superficie. Il risultato è un segno organico, imperfetto, mai identico a se stesso, che porta con sé il tempo e l'energia del gesto che lo ha prodotto.

Per Polkadot Design il poster non è un oggetto statico, ma un invito rivolto a chi guarda. L'osservatore è chiamato a superare il ruolo passivo di spettatore e a partecipare attivamente alla costruzione del significato finale dell'opera. È una scelta coerente con la natura del festival, che per definizione esiste solo nel momento in cui pubblico e artisti si incontrano. La grafica diventa così un'esperienza aperta, che si completa solo nell'atto della fruizione.

Il processo produttivo è rimasto fedele a questa impostazione manuale. Le carte utilizzate sono firmate Perrakis Papers, mentre la stampa è stata curata da typografio pletsas kardari e Kapa Ekdotiki. Le fotografie che documentano il progetto sono di Giorgos Vitsaropoulos, Thomas Daskalakis e Aris Vasiliadis, mentre il video è opera di Giorgos Vitsaropoulos. Ogni elemento della comunicazione visiva rimanda alla dimensione fisica e artigianale che sta alla base dell'identità.

Il Festival di Atene ed Epidauro rappresenta da settant'anni un punto di riferimento per la scena culturale greca ed europea, con un programma che intreccia teatro, musica e danza e che ogni estate porta il pubblico in luoghi storici come il Teatro di Epidauro. L'identità visiva firmata da Polkadot Design si inserisce in questa tradizione con un approccio che non separa il progetto grafico dall'esperienza dal vivo, ma lo considera parte integrante di essa.

La scelta di partire da un gesto rotazionale e da una traccia d'inchiostro ha una conseguenza precisa sul piano estetico: nessun poster è uguale all'altro, perché ogni impressione conserva le variazioni di un movimento umano. È un modo di intendere il design che privilegia il processo rispetto al risultato finito, l'apertura rispetto alla chiusura, la relazione rispetto all'oggetto. In un'epoca in cui gran parte della grafica nasce in ambiente digitale, il progetto di Polkadot Design ricorda che il corpo e la materia restano strumenti espressivi potenti.

Il lavoro si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo della comunicazione visiva per le istituzioni culturali, chiamate a raccontare eventi dal vivo con strumenti che ne restituiscano la dimensione fisica e collettiva. L'identità del Festival di Atene ed Epidauro sembra rispondere a questa esigenza con immediatezza: il segno d'inchiostro è la traccia di un corpo in movimento, proprio come la performance è la traccia di un corpo sulla scena.

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