Wireva

KURA, paglia e terra ridisegnano il paesaggio rurale in Extremadura

Nel parco di sculture all'aperto La Nave Va, a Berrocalejo, l'installazione di land art KURA unisce un anfiteatro di paglia, un giardino mediterraneo sperimentale e un percorso pedonale per studiare la biodiversità e conservare i semi autoctoni.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Nel cuore dell'Extremadura, a Berrocalejo, in provincia di Cáceres, il parco di sculture all'aperto La Nave Va ospita KURA, un'installazione di land art firmata dallo studio Paisajeencontrado. Il progetto, curato da Andrey Brito, trasforma un'area rurale in un luogo di osservazione ecologica dove architettura, arte e botanica si incontrano. Protagonisti sono materiali semplici e antichi — paglia, terra, pietre e semi autoctoni — che danno forma a un anfiteatro, un giardino mediterraneo sperimentale e un sentiero che invita i visitatori a esplorare il paesaggio con un ritmo nuovo.

Il cuore dell'installazione è un sistema di due muri curvi di paglia che guidano il visitatore attraverso un passaggio stretto. Man mano che si avanza, lo spazio si apre gradualmente su una veduta dominata da un olivo secolare e da una vecchia quercia. Lungo il percorso, gli stessi muri disegnano un anfiteatro poco profondo, un invito a fermarsi e ad ascoltare. Il passaggio non è solo una soluzione spaziale: modifica la percezione del paesaggio circostante, attutendo i suoni e mantenendo una temperatura più stabile rispetto all'esterno. Il secondo muro, in particolare, è pensato come una struttura viva. Durante l'inaugurazione, avvenuta in occasione dell'equinozio di primavera, i partecipanti hanno seminato direttamente nella paglia specie erbacee e fiori selvatici autoctoni, tra cui il fiordaliso (Centaurea cyanus), il papavero (Papaver rhoeas) e la piantaggine lanceolata (Plantago lanceolata). Il prato circostante è lasciato non falciato, così che la vegetazione possa completare gradualmente la forma semicircolare dell'anfiteatro.

Al centro di KURA, un'area di circa 200 metri quadrati di prato naturale funge da laboratorio a cielo aperto per l'osservazione botanica e la sperimentazione. Un programma continuativo monitora la germinazione, la fioritura e la fruttificazione delle specie erbacee mediterranee, testa diverse modalità di sfalcio e raccoglie e propaga semi autoctoni. In collaborazione con la Banca del Germoplasma Vegetale «César Gómez Campo» dell'Università Politecnica di Madrid (BGV-UPM), i semi raccolti vengono anche conservati fuori sito per sostenere la conservazione delle risorse genetiche vegetali selvatiche e la ricerca sulla flora mediterranea. KURA è dunque al tempo stesso un'opera d'arte e un campo di osservazione, un luogo che riunisce artisti, paesaggisti, ricercatori e partecipanti locali.

Il progetto, realizzato con il contributo di Kika Goldstein e Kmilo Morales come artisti visivi e di Ismael Pizarro come architetto del paesaggio, è stato concepito per ospitare performance, fotografia e attività collettive e botaniche. I materiali e la vegetazione cambiano con le stagioni, rendendo KURA un campo di osservazione ecologica in continua evoluzione. Attraverso la sua disposizione spaziale e il suo programma ecologico, l'installazione connette i visitatori con la biodiversità del paesaggio, i cicli agricoli e il sapere rurale. Un intervento che non si impone sulla natura, ma la accompagna, lasciando che siano il tempo e le stagioni a completarne la forma.

Same event, other desks

Story file →