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Una collana di perle d'argento con sette cubetti di ghiaccio che si sciolgono addosso

L'artista Laila El Mehelmy e l'architetto Ariel André, fondatore dello studio parigino GOLEM, hanno creato ooOoooOoooOh la l'ice: una collana con sette cubetti di ghiaccio che si sciolgono sul corpo in circa trenta minuti, trasformando il gioiello in una performance temporale.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Una collana che si scioglie addosso a chi la indossa. Si chiama ooOoooOoooOh la l'ice ed è il frutto dell'incontro tra l'artista e gioielliera Laila El Mehelmy e l'architetto Ariel André, fondatore dello studio parigino GOLEM. Il progetto trasforma sette cubetti di ghiaccio in altrettante gemme temporanee, infilate su una catena di perle d'argento massiccio. Un vassoio in silicone su misura permette di congelare la collana ogni volta che si desidera indossarla.

Una volta estratta dallo stampo, la collana diventa un oggetto di teatro indossabile, poco pratico ma di grande efficacia. Senza il ghiaccio, il filo d'argento può essere portato come una normale collana o raddoppiato a formare un choker. L'idea è nata durante una festa di ventiquattro ore al Club der Visionaere di Berlino, in una delle estati più calde della Germania. Con le temperature in salita, i partecipanti avevano iniziato a prendere il ghiaccio dai congelatori e a strofinarlo sul corpo per rinfrescarsi. Per El Mehelmy e André quella scena oscillava tra il piacere e l'apocalisse: corpi che ballano, sudano e consumano acqua ghiacciata solo per restare comodi.

Il giorno dopo, quella tattica di sopravvivenza è diventata il punto di partenza per una riflessione sulla scarsità e sul valore. Come spiegano i designer, «l'acqua si sta trasformando da bene trascurato a uno dei beni di lusso più ricercati». Il gioiello gioca proprio su questo rovesciamento: i cubetti di ghiaccio diventano «gemme d'acqua solida», sostituendo le pietre eterne con una delle risorse più comuni e sempre più contese del pianeta. Il progetto mette deliberatamente l'acqua contro la desiderabilità culturalmente costruita dei diamanti, chiedendo cosa possa significare la preziosità quando l'abbondanza non è più scontata.

Nella loro lettura, la permanenza è quasi il problema: invece di promettere per sempre, queste gemme sudano, si restringono e svaniscono. Il valore dell'oggetto non sta nel resistere al cambiamento, ma nel costringere chi lo indossa a guardarlo accadere. La collana diventa così meno un accessorio statico e più un piccolo spettacolo con un pubblico, anche quando l'unico spettatore è chi si trova lì vicino. Chi la indossa la attiva, il calore la completa, e la sparizione diventa parte del suo linguaggio progettuale.

L'interazione con il corpo è particolarmente rilevante per la pratica di El Mehelmy. Formatasi come designer industriale, l'artista saudita si è avvicinata al gioiello proprio per il suo rapporto tattile con il corpo, esplorando come il contatto fisico possa trasformare l'opera stessa. Qui la trasformazione è letterale: la pelle scalda i sette blocchi ghiacciati, l'acqua comincia a scorrere sul petto e la collana si modifica lentamente in pubblico. Il ghiaccio di GOLEM impiega circa trenta minuti a sparire sulla pelle nuda, o all'incirca un'ora se indossato sopra i vestiti.

I designer definiscono ooOoooOoooOh la l'ice un «segnatempo», anche se non ha quadrante e la puntualità sarebbe probabilmente troppo da chiedere. Il tempo diventa visibile attraverso la perdita: ogni goccia registra il calore del corpo, mentre chi indossa il gioiello mette in scena, senza volerlo, la sua scomparsa davanti a tutti. «La coreografia di un corpo che balla indossandola mentre le preziose pietre d'acqua solida si sciolgono la rende un evento», spiegano i designer. Una volta che il ghiaccio è sparito, le perle più grandi lungo la catena d'argento indicano le posizioni vuote dove prima sedevano le «pietre» congelate: tracce di qualcosa di assente, finché la collana non torna nello stampo a congelarsi di nuovo.

Il processo fonde anche il corpo umano nel ciclo naturale dell'acqua: il solido diventa liquido, scorre sulla pelle e infine evapora, pronto — almeno concettualmente — a ricominciare. El Mehelmy e André descrivono il pezzo come una materializzazione dell'evanescenza dell'acqua, aggiungendo che «la sua bellezza deriva dalla sua temporalità». Forse è proprio questa la sua più elegante inversione del lusso: la collana diventa pienamente se stessa nel momento esatto in cui comincia a cessare di esistere.

Same event, other desks

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