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Acidi esfolianti: la guida esperta per una pelle luminosa

La beauty editor Mica Ricketts firma una guida completa all'uso degli acidi esfolianti, spiegando come sceglierli e applicarli per ottenere una pelle luminosa senza errori.

La ricerca di una pelle luminosa e uniforme passa spesso dagli acidi esfolianti, ma orientarsi tra i tanti prodotti in commercio non è semplice. A fare chiarezza ci pensa Mica Ricketts, beauty editor freelance con un passato da Beauty Editor per Who What Wear UK e collaborazioni con testate come Marie Claire UK, Refinery 29 e Cosmopolitan. La sua guida pratica spiega quali acidi scegliere in base alle proprie esigenze e come integrarli nella routine di bellezza senza rischiare irritazioni o errori.

Il primo passo è capire la differenza tra gli acidi più noti. Gli alfa-idrossiacidi (AHA), come l'acido glicolico e l'acido lattico, agiscono sulla superficie della pelle, sciogliendo i legami tra le cellule morte e rivelando uno strato più fresco e luminoso. Sono ideali per pelli secche o spente e per chi cerca un effetto levigante immediato. I beta-idrossiacidi (BHA), invece, come l'acido salicilico, sono liposolubili e penetrano nei pori, risultando particolarmente efficaci per pelli grasse e impure, con punti neri e pori dilatati. La scelta dipende quindi dal tipo di pelle e dall'obiettivo che si vuole raggiungere.

La frequenza d'uso è un altro elemento cruciale. Chi è alle prime armi dovrebbe iniziare con una o due applicazioni settimanali, preferibilmente la sera, per poi aumentare gradualmente la frequenza solo se la pelle mostra una buona tolleranza. È importante ricordare che gli acidi esfolianti rendono la pelle più sensibile al sole: l'uso di una protezione solare ad ampio spettro al mattino diventa quindi indispensabile, anche nelle giornate nuvolose o in inverno. La guida consiglia inoltre di non combinare più acidi nella stessa serata per evitare di sovraccaricare la barriera cutanea.

Un altro aspetto da considerare è la formulazione del prodotto. Non tutti gli acidi sono uguali: la concentrazione, il pH e la presenza di ingredienti lenitivi come la niacinamide o l'acido ialuronico fanno la differenza tra un prodotto efficace e uno aggressivo. Per le pelli sensibili, Ricketts suggerisce di preferire formule a bassa concentrazione o acidi più delicati come il mandelico, che ha un peso molecolare maggiore e penetra più lentamente, riducendo il rischio di irritazione. Anche la consistenza conta: i sieri sono più concentrati, mentre i tonici e le lozioni sono più leggeri e adatti a chi inizia.

La guida non trascura l'importanza di ascoltare la propria pelle. Se dopo l'applicazione compaiono rossore, bruciore o desquamazione eccessiva, significa che si sta esagerando o che il prodotto non è adatto. In questi casi è meglio ridurre la frequenza o passare a una formulazione più delicata. L'obiettivo finale, ricorda l'esperta, non è una pelle che tira o si squama, ma un incarnato sano, uniforme e naturalmente luminoso, ottenuto con costanza e senza fretta.

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