Una bilancia da bagno ha un solo compito: dire quanto pesi. Ma negli anni Ottanta i designer industriali di Krups decisero di spingersi oltre, creando la bilancia Data EG. Al centro dello strumento era inserito un grafico estraibile che elencava diverse altezze, espresse in centimetri, in righe che indicavano i pesi «ideali» e «massimi» sia per gli uomini sia per le donne.
Per consultare la tabella si usava un piccolo cursore di plastica: rosso per il capofamiglia, arancione per la donna di casa. Bastava far scorrere il segnalino fino al proprio numero. Un adesivo applicato sul lato sinistro certificava l'accuratezza della bilancia. Un oggetto che oggi appare pittoresco e che, senza dubbio, cercava di cavalcare la mania del fitness di quegli anni.
Vale la pena notare un aspetto importante: all'epoca i pesi «ideali» si basavano su statistiche compilate dalle compagnie di assicurazione sulla vita, non da organismi medici, a partire dalla metà del secolo. Quei valori erano correlati alla mortalità, non all'attrattiva fisica. I numeri non tenevano conto della reale composizione corporea, della forma fisica, del rapporto tra massa muscolare e grasso e di altri fattori individuali.
Se qualcuno progettasse oggi una bilancia simile, il grafico conterrebbe molte più colonne. La scienza della composizione corporea e della salute metabolica ha infatti sviluppato parametri ben più articolati rispetto alle semplici tabelle altezza-peso. La bilancia Data EG resta comunque un documento interessante di come, decenni fa, si cercasse di tradurre in un oggetto domestico l'idea di un peso «giusto» da raggiungere.
Questo esemplare fa parte della collezione del rivenditore di oggetti vintage Wertwerk. La bilancia rappresenta un esempio di come il design industriale abbia provato a rispondere, con strumenti semplici e intuitivi, a un bisogno di orientamento personale che ancora oggi accompagna il rapporto di molte persone con il proprio corpo e con la propria salute.