Ottobre si conferma un mese denso di appuntamenti per chi segue il design, l'architettura e l'arte contemporanea. Le mostre segnalate per questo mese attraversano tre continenti e mettono al centro spazi in cui le opere cambiano il modo in cui ci muoviamo e ciò che notiamo. Dai futures domestici promessi alle famiglie americane agli scambi creativi dietro la moda britannica degli anni Novanta, il calendario propone percorsi diversi ma accomunati da una riflessione sul rapporto tra oggetti, ambienti e vita quotidiana. Alcune esposizioni presentate nei radar precedenti restano visitabili, offrendo più tempo per incontrarle.
Al Los Angeles County Museum of Art, la mostra «Home of the Future, 1925–1985: Designing Domestic Utopias» indaga come l'America del Novecento abbia immaginato e venduto una vita domestica diversa. Cucine che si puliscono da sole e case assemblate in plastica sono al centro di un racconto che va dalla scala del singolo elettrodomestico a quella dell'intero ambiente abitativo. Modelli architettonici e film dialogano con oggetti domestici, mostrando come la tecnologia sia entrata nell'immagine della casa del domani. L'esposizione si interroga anche su chi fossero i destinatari di queste promesse e chi ne rimase escluso, affiancando visioni alternative che ampliano il racconto oltre le versioni di progresso domestico promosse ai consumatori. La mostra è visitabile dal 27 settembre 2026 al 14 marzo 2027.
In Germania, il Vitra Design Museum dedica una retrospettiva a Geoffrey Bawa con «Architecture for the Senses». Gli edifici dell'architetto srilankese lasciano spazio al paesaggio circostante: alberi e rocce esistenti diventano parte del progetto, mentre i giardini portano l'esperienza oltre le mura. Il percorso copre oltre cinquant'anni di carriera, da case private al parlamento dello Sri Lanka. Disegni d'archivio e modelli si affiancano a fotografie e filmati commissionati per l'occasione, pensati per restituire come questi spazi si vivono oggi. La presentazione esamina anche le collaborazioni di Bawa con artisti e artigiani, i cui tessuti e lavori sono diventati parte integrante della sua architettura. L'allestimento è firmato da Lina Ghotmeh Architects. Date: dal 26 settembre 2026 al 28 febbraio 2027.
A New York, il Metropolitan Museum of Art presenta «Krasner and Pollock: Past Continuous», dedicata a Lee Krasner e Jackson Pollock. I due si conobbero a New York nel 1941 e quattro anni dopo, sposatisi, si trasferirono a Springs, Long Island. Oltre 120 opere seguono le loro carriere intrecciate, dando spazio a ciascuna pratica e insieme esaminando gli scambi tra i due. Il titolo riprende un dipinto di Krasner del 1976. Le composizioni versate e gocciolate di Pollock vengono inserite in una traiettoria artistica più lunga, mentre i mutevoli approcci all'astrazione di Krasner rivelano un interesse costante per la natura e il colore. La vita condivisa attraversa l'esposizione, seguita dagli anni in cui Krasner continuò a lavorare dopo la morte di Pollock. Visitabile dal 4 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.
A Londra, da Gagosian Grosvenor Hill, mele e bombette tornano protagonisti con «This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte». Le immagini familiari di René Magritte incontrano opere di oltre quaranta artisti. Organizzata con la Fondation Magritte, la mostra riunisce dipinti e sculture accanto a lavori su carta che coprono l'intera carriera dell'artista belga. Il percorso segue la portata duratura degli enigmi visivi di Magritte attraverso generazioni diverse, con alcune opere realizzate appositamente per la presentazione che collocano le sue domande sulle immagini e sulle cose che rappresentano dentro la pratica contemporanea. L'allestimento permette a questi scambi di accadere nello spazio, con i dipinti di Magritte intervallati dalle risposte più recenti. Date: dal 24 settembre al 12 dicembre 2026.
Ad Atene, tre piscine circolari ospitano «clinamen» di Céleste Boursier-Mougenot: ciotole di porcellana bianca alla deriva che, incontrandosi, producono suoni delicati e formano una composizione in continuo mutamento. Sviluppata a partire dal 1997, l'opera prende il titolo dalla deviazione imprevedibile degli atomi descritta nella filosofia epicurea. L'allestimento all'aperto consente al meteo di entrare nella composizione, con la pioggia che aggiunge un altro suono ai movimenti delle ciotole. Collocata in un teatro all'aperto storico, l'installazione offre ai visitatori un luogo dove fermarsi ad ascoltare un'opera il cui arrangiamento cambia di momento in momento.