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Sarah Naghawi presenta JAWF, mobili in acciaio dalle superfici gonfie e senza imbottitura

La designer giordana Sarah Naghawi porta a Amman Design Week 2026 una collezione in acciaio inossidabile modellato con la pressione idraulica, che ricorda morbidi cuscini senza cucitura.

La designer giordana Sarah Naghawi presenta a Amman Design Week 2026 JAWF, una collezione di mobili in acciaio che sembra imbottita ma non lo è. Le forme morbide, gonfie e concave nascono da un processo di formatura idrodinamica: la pressione idraulica piega lamiere di acciaio inossidabile saldate, e le deformazioni restano impresse in modo permanente nel metallo, senza un solo punto di cucitura.

Il nome JAWF si riferisce a una camera interna, una cavità protetta. Proprio da questa idea nasce l'ipotesi che le sacche scavate nel metallo possano servire come contenitori o spazi di chiusura. I pezzi presentati comprendono un elemento alto e rettangolare, una forma orizzontale e un volume più piccolo da impilare. La finitura riflettente accentua la geometria irregolare e rigonfia, che cattura la luce e trasforma ogni superficie in un gioco di ombre.

Il risultato è un linguaggio d'arredo che rompe con la rigidità a cui il design di prodotto sembra essersi abituato. Non mancano però i dubbi sull'uso quotidiano: al momento non sono disponibili dimensioni, peso né prezzi, elementi che permetterebbero di valutare quanto questi oggetti siano davvero pratici in una casa. Per ora la collezione va letta soprattutto come una dichiarazione di ricerca formale e materica.

La presentazione fa parte di una tendenza più ampia che attraversa la scena creativa internazionale. A Tokyo, la seconda edizione di Alter, la mostra ospitata alla Nihonbashi Mitsui Hall nell'ambito di Designart Tokyo, riunisce circa settantacinque creatori internazionali, per lo più under 35, con l'obiettivo dichiarato di rimettere in discussione il modo in cui si pensa il prodotto di design.

Tra i progetti esposti, Audrey Large mostra un vaso verde con protuberanze simili a tentacoli, Teun Zwets un mobile specchiato in legno spaccato e laccato, mentre LS Gomma propone una lampada in gomma di poliuretano dal corpo costolato, che ricorda un polmone. Il Tariki Research Institute presenta invece vasi modellati con un'intelligenza artificiale a partire da dati ambientali sensoriali raccolti a livello globale: i recipienti sono soffiati e i visitatori sono invitati a berne.

Il progetto Bole, realizzato da Pan Projects con Morisho e Morisuke Mei Tree Industry, ricava otto sgabelli da un solo tronco di cedro giapponese, utilizzandone ogni parte. Secondo gli organizzatori, gran parte del valore del tronco resta così fuori dalle foreste. Infine, Capillary Drift, con Yuma Kano, Gen Taniguchi e Kurara Omichi, lavora con la carta washi tinta. Designart Tokyo 2026 si svolge dal 30 ottobre all'8 novembre.

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