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Birmingham, guida gastronomica tra ristoranti stellati, pizza e bakery

Da Trillium di Glynn Purnell a Opheem di Aktar Islam, passando per pizza napoletana e bistro di quartiere: dove mangiare, bere e dormire a Birmingham per un weekend all'insegna del gusto.

Birmingham si conferma una delle mete gastronomiche più interessanti del Regno Unito, con un panorama che spazia dalla cucina creativa di un ritorno eccellente alle pizze napoletane cotte in forno a legna, fino ai grandi classici indiani e ai bistro di quartiere. La città delle Midlands Occidentali, un tempo nota soprattutto per l'industria, oggi attira food lover in cerca di indirizzi autentici, tra insegne stellate, gastropub accoglienti e panifici da non perdere.

Il nome più atteso è quello di Trillium, il nuovo progetto di Glynn Purnell, chef che ha portato a Birmingham la prima stella Michelin nel 2005 come head chef da Jessica's e che ha poi mantenuto una stella nel suo ristorante Purnell's per quindici anni, fino alla chiusura nel 2024. Il «Yummy Brummie» torna così in scena vicino alla stazione di Snow Hill, in società con Phil Innes di Loki Wine. L'atmosfera è rilassata, ma la cucina mantiene il suo stile giocoso: dalle Brummie Cakes tiepide con clotted cream, bacon jam ed erba cipollina al milk loaf accompagnato da una dip di grasso di pollo, aceto di malto e pepe rosa. In cucina c'è Rob Palmer, chef stellato, mentre la carta dei vini firmata Innes è già una ragione sufficiente per prenotare.

Per chi cerca un bistro intimo, Samo è nascosto nella grandeur vittoriana della Great Western Arcade. Il chef-proprietario Elliot Brown propone un menu di ispirazione francese con cocktail curati: si comincia con baguette calda e burro alle olive, si prosegue con zucchine scottate, polpa di pomodoro, vinaigrette e menta. Il piatto simbolo, in carta dall'apertura, è il cavolo hispi alla brace con fagioli cannellini cremosi, romesco e mandorle affumicate, amato tanto dai carnivori quanto dai vegetariani.

Nel verde di Edgbaston Village, Chapter mette al centro la provenienza delle materie prime. Il menu stagionale può includere cervo delle Highland, inviato direttamente dalla tenuta di Balmoral tramite i macellai Aubrey Allen, con cavolo nero croccante e game chips, oppure capesante di Brixham con chorizo croccante. La domenica il pranzo diventa un evento, con manzo dry-aged 28 giorni, rack di maiale free-range o spalla di agnello brasata lentamente, serviti con patate arrosto e verdure di stagione, in una sala elegante che si apre su una terrazza affacciata su Greenfield Crescent. Buona anche la selezione no e low-alcohol.

Gli amanti dei sapori intensi trovano in Indian Cafe Racer, nella nuova sede di Bristol Street, un indirizzo per piatti indo-cinesi. Il gobi manchurian è tra i più saporiti della città, con cavolfiore dorato saltato in padella con una glassa agrodolce; il Broccoli GT 65 porta il calore di semi di senape, foglie di curry e peperoncino verde. Il chicken makhani, marinato nello yogurt, è una coccola cremosa da accompagnare con chapati, mentre l'agnello Rajasthani a cottura lenta è rifinito con carbone affumicato e burro. Al bancone si trovano drink speziati e un buon chai.

Per la cucina indiana d'autore c'è Opheem, primo ristorante solista di Aktar Islam, originario di Aston e tra i nomi di punta della scena cittadina. Qui le tradizioni culinarie indiane si sposano con tecniche moderne in una fine dining dal sapore deciso: dalla lonza di agnello Herdwick con beignet di lingua e salsa di midollo al cavolfiore tandoori con bhaji di lenticchie e latte di cocco, fino al dumpling di cagliata con sorbetto al latte e finger lime. La sala è scura, dominata da un grande lampadario luminoso, con poltrone in pelle marrone e tavoli in legno scuro; ci sono anche una sala privata e un bar per piccoli piatti.

Tra gli indirizzi più informali spicca Otto, nel Jewellery Quarter, dove si gusta una delle migliori pizze in stile napoletano. L'impasto fermenta almeno 72 ore e viene cotto in un forno a legna Gianni Acunto importato, con topping che spaziano dal ragù di manzo con taleggio, scalogni al vino rosso e pecorino, alla 'nduja con miele e chorizo di Wenlock Edge Farm. L'ambiente è vivace e senza pretese. Dietro la stazione di New Street, Bonehead è invece il regno del pollo fritto al latticello, con coating «original» o «Nashville hot» e salse dalla lime aioli al ranch, in un locale rock dall'anima grunge.

La guida suggerisce infine di trasformare l'esperienza in un weekend gastronomico, abbinando ai ristoranti anche i migliori posti dove dormire in città, per un itinerario che unisce cucina stellata, bakery e indirizzi di quartiere.

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