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Ceer, il primo costruttore saudita, lancia l'auto elettrica Exobot

Ceer, la prima casa automobilistica dell'Arabia Saudita, produrrà veicoli elettrici di alta gamma. Il modello Exobot, in versione berlina e SUV, promette 850 cavalli, 670 km di autonomia e un sistema di climatizzazione progettato per il clima desertico. La produzione parte a gennaio, mercato iniziale i Paesi del Golfo.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

L'Arabia Saudita compie un passo inatteso verso la mobilità elettrica. Ceer, la prima casa automobilistica nazionale del regno, ha presentato il suo modello inaugurale: si chiama Exobot e sarà disponibile sia in versione berlina sia in versione SUV. La notizia segna una svolta per un Paese storicamente associato all'estrazione e all'esportazione di petrolio, che da tempo cerca di diversificare la propria economia e ridurre la dipendenza dalle entrate fossili.

Il veicolo non utilizza carburanti derivati dal petrolio, ma è alimentato esclusivamente a batteria. Le prestazioni annunciate sono di alto livello: 850 cavalli di potenza, con parabrezza di dimensioni generose e linee che ricordano le auto disegnate da Giorgetto Giugiaro. La casa automobilistica non ha ancora comunicato i prezzi, ma ha confermato che la produzione inizierà a gennaio. I primi mercati serviti saranno quelli del Golfo, mentre per l'espansione internazionale si attende una decisione successiva.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la climatizzazione, progettata specificamente per il clima saudita. Secondo l'azienda, l'impianto è in grado di abbassare la temperatura dell'abitacolo da 65°C a 32°C in dieci minuti. Il sistema può essere attivato tramite un'app prima di salire a bordo, un dettaglio pensato per chi lascia l'auto parcheggiata sotto il sole intenso. La particolarità è che anche i 32°C rappresentano l'obiettivo finale di raffreddamento, a testimonianza delle condizioni estreme a cui il veicolo deve resistere.

Le portiere posteriori, che si aprono verso l'alto, sono state ribattezzate da Ceer «Shahin Wings», dove Shahin in arabo significa falco. All'interno, il cruscotto è dominato da uno schermo curvo da 48 pollici che occupa l'intera larghezza della cabina. L'autonomia dichiarata è di 670 chilometri per la berlina e di 560 chilometri per il SUV, valori competitivi nel segmento dei veicoli elettrici di fascia alta.

La scelta di Ceer di produrre veicoli elettrici rappresenta un segnale importante per l'industria automobilistica regionale e per la strategia di diversificazione economica del regno. Finora l'Arabia Saudita è stata uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio, ma negli ultimi anni ha avviato progetti per sviluppare settori non petroliferi, inclusi quelli tecnologici e manifatturieri. L'ingresso nel mercato delle auto elettriche si inserisce in questo percorso, anche se resta da verificare la capacità di attrarre consumatori in una regione dove i prezzi dei carburanti rimangono bassi.

Il lancio di Exobot non è solo una novità industriale, ma anche un banco di prova per la transizione energetica del Golfo. La casa automobilistica dovrà dimostrare che un veicolo elettrico progettato per temperature estreme può essere competitivo e affidabile. La produzione partirà a gennaio, e i primi modelli saranno consegnati nei Paesi del Golfo. Per i mercati internazionali, Ceer ha scelto di attendere, valutando probabilmente la domanda e le condizioni normative. La sfida è ambiziosa: un Paese che ha costruito la propria ricchezza sul petrolio ora punta a vendere auto che non ne consumano.

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