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Un'azienda ucraino-estone sviluppa una mano bionica da 100 euro

La società Haydamax OÜ, registrata in Estonia, ha annunciato un progetto per una protesi di mano a basso costo basata su muscoli artificiali idraulici, guidato dal laboratorio Oxogent.

Украинско-эстонская технологическая компания Haydamax OÜ, зарегистрированная в Эстонии, в ноябре 2026 года объявила о начале разработки бионического протеза кисти с целевой стоимостью до 100 евро. Проект ведёт Oxogent Laboratory, рабочее название кисти H-
Українсько-естонська компанія розробляє біонічний протез кисті вартістю до 100 євро
Чорний протез кисті зі стиснутим кулаком на блакитному тлі. Зображення: cottonbro studio — pexels.com · Pexels License · Stock licence · rights

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Una mano bionica che potrebbe costare fino a 100 euro: è l'obiettivo che la società tecnologica ucraino-estone Haydamax OÜ, registrata in Estonia, ha annunciato nel novembre 2026. Il progetto, che lavora sul prototipo di una protesi di mano con il nome di lavoro H-MUSCLE, è guidato dal laboratorio Oxogent. Il prezzo indicato è un traguardo ingegneristico e non un prezzo confermato, ma l'annuncio punta a rendere accessibili protesi oggi molto costose.

Le protesi bioniche di fascia alta costano decine di migliaia di euro, una cifra che limita fortemente l'accesso a chi ne avrebbe bisogno. Il progetto propone un approccio diverso: sostituire i motori elettrici e gli ingranaggi, componenti che incidono su peso, costo e manutenzione, con muscoli artificiali idraulici di tipo McKibben. Il primo stadio di sviluppo ha un budget di circa 1,5 milioni di euro e il lavoro si svolgerà in un laboratorio in Germania.

Il principio di funzionamento risale agli anni Cinquanta, quando il fisico Joseph McKibben inventò il muscolo artificiale che porta il suo nome. Si tratta di un tubo elastico intrecciato che, sotto pressione di un fluido, si contrae e tira il tendine a cui è collegato. Il concetto sviluppato dal team è quello di una «rete muscolare»: fasci di fibre che avvolgono le ossa artificiali con angolazioni diverse. Alcune fibre sono instradate nell'avambraccio, così da ottenere una corsa più lunga di quella consentita dal solo palmo, dove lo spazio è limitato.

Il controllo è pensato per gruppi coordinati di canali, anziché per singoli canali, una scelta che semplifica la gestione dei movimenti complessi. Il modello digitale attuale comprende ossa, articolazioni e circa quaranta canali muscolari. Per definire i movimenti naturali della mano il team ha utilizzato un dataset aperto con dati di 22 persone che svolgono 26 attività quotidiane, una base di riferimento che permette di confrontare il comportamento del dispositivo con gesti reali. L'attenzione è concentrata su quattro aree: il pollice, la mobilità del palmo, la precisione della presa e la manipolazione di oggetti piccoli, cioè i compiti in cui le protesi attuali tendono a deludere di più.

Al momento non esiste ancora alcun prototipo fisico e il modello digitale è in fase di affinamento. Non sono state annunciate date per la realizzazione dei prototipi né per la produzione di massa, e la società non ha ancora indicato un calendario per le fasi successive. La sfida principale resta tecnica: realizzare un sistema compatto ed economico per l'alimentazione del fluido e il controllo della pressione, due elementi che determinano l'autonomia, la silenziosità e il costo finale del dispositivo.

Il progetto assume un rilievo particolare per l'Ucraina, dove la guerra ha fatto crescere in modo netto la domanda di protesi. Migliaia di militari e civili hanno perso arti negli ultimi anni, e i servizi di riabilitazione sono sotto forte pressione. Un dispositivo a basso costo potrebbe ampliare l'accesso a cure che oggi restano fuori dalla portata di molte persone, sia in patria sia nei paesi che accolgono i rifugiati.

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