Un'opera pubblica permanente che intreccia arte, memoria e partecipazione civica ha preso forma sul lungomare di Astoria Houses, complesso di edilizia residenziale pubblica nel Queens, a New York. Si chiama Revolving Voices ed è firmata dallo studio di design The Urban Conga insieme alla poetessa locale Tamra Cosby. L'installazione, situata accanto al lungomare e al terminal dei traghetti di Astoria, nasce da un percorso di coinvolgimento della comunità e trasforma uno spazio pubblico in un luogo di incontro, racconto e espressione condivisa.
Il progetto si compone di quattro grandi strutture ottagonali a forma di megafono, disposte lungo la curva di uno spazio performativo e di dimensioni progressivamente decrescenti. Le superfici esterne in metallo perforato raffigurano persone, attività e storie della comunità di Astoria Houses, mentre gli interni ospitano messaggi incisi, ricordi e poesie firmate da Cosby e da altri residenti. Ogni elemento può essere ruotato manualmente, modificando l'orientamento dell'installazione e le vedute che essa inquadra. Le strutture possono rivolgersi verso il lungomare o verso il complesso residenziale, creando relazioni sempre diverse tra l'opera, il contesto e la comunità. La rotazione consente inoltre all'installazione di funzionare come una serie di portali, aree di sosta e spazi di aggregazione.
Revolving Voices è stata sviluppata attraverso sessioni di progettazione partecipata con Tamra Cosby, nell'ambito di From Roots to Arts: Celebrating NYCHA's Cultural Heritage, programma di residenza artistica ideato dal Public Housing Community Fund e dalla New York City Housing Authority. I residenti hanno condiviso memorie, esperienze e idee che hanno informato sia il design fisico sia le immagini e i testi incisi nell'opera. Il risultato è un manufatto che non si limita a essere visivo, ma si propone come spazio funzionale per la vita quotidiana e per eventi comunitari: sostegno per sedersi, arrampicarsi, esplorare, esibirsi, recitare poesie, suonare, conversare e riflettere.
«Centrando le voci, i ricordi e la partecipazione continua dei residenti, l'opera crea un luogo che si sente radicato nella comunità e invita le persone a incontrarsi, interagire e connettersi», ha dichiarato Ryan Swanson, principal di Urban Conga. «Questo pezzo riflette l'idea che le nostre voci possano cambiare nel tempo, ma restano connesse», ha aggiunto l'artista Tamra Cosby. Le parole incise nell'opera sono ritagliate per creare un momento tattile, permettendo alle persone di toccare letteralmente i testi all'interno del lavoro.
L'iniziativa si inserisce nel programma Connected Communities, che secondo Lisa Bova-Hiatt, amministratrice delegata di NYCHA, «mette i residenti al centro del processo di progettazione, assicurando che l'arte nei nostri complessi rifletta direttamente le persone che vi abitano». Alex Zablocki, direttore esecutivo del Public Housing Community Fund, ha commentato che Revolving Voices «riflette le storie e le esperienze vissute dai residenti di Astoria Houses e racconta la storia della comunità in modo divertente e interattivo».
Durante gli eventi comunitari, l'installazione diventa una quinta per performance, musica, conversazione ed espressione condivisa: la squadra di ballo locale di Astoria si è esibita di fronte all'opera, mentre gruppi di bambini hanno trovato nelle strutture uno spazio per regolarsi e rilassarsi. La possibilità di orientare i megafoni consente alla comunità di appropriarsi del manufatto e di adattarlo alle proprie esigenze. Revolving Voices sorge a Hallet's Cove, affacciata sullo skyline di Manhattan, e unisce l'idea di amplificare e proiettare le voci della comunità a quella di offrire un luogo concreto di sosta e socialità sul lungomare.