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Il Thompson Ice House di South Bristol mantiene viva la tradizione del raccolto del ghiaccio dal 1826

A South Bristol, nel Maine, ogni febbraio la comunità si riunisce sul Thompson Pond per tagliare e conservare blocchi di ghiaccio, come si faceva nell'Ottocento. Un rito collettivo che dal 1987 tiene in vita un mestiere scomparso con l'avvento del frigorifero.

Ogni inverno, a South Bristol, nel Maine, circa 900 abitanti si ritrovano sul ghiaccio del Thompson Pond armati di seghe, picconi e attrezzi tramandati da generazioni. Non è una rievocazione storica fine a se stessa: è un vero raccolto del ghiaccio, condotto con le stesse modalità di due secoli fa, per riempire il Thompson Ice House, una piccola costruzione in legno che sorge accanto allo stagno e che dal 1826 conserva la memoria di un'industria un tempo fiorente.

L'edificio, che ricorda un classico fienile con rivestimento in legno e tetto appuntito, è uno degli ultimi luoghi al mondo dove questa pratica viene ancora eseguita collettivamente. Ken Lincoln, che ha vissuto in Maine tutta la vita e che ha iniziato a frequentare il ghiacciaio quando aveva otto o nove anni, guida da decenni le operazioni. «Se questa tradizione scomparisse, quando se ne andranno tutti quelli che l'hanno praticata non esisterà più, se non in un video o in un libro», spiega. «Se invece la manteniamo viva fisicamente e coinvolgiamo i giovani, continuerà a vivere».

La storia del raccolto del ghiaccio affonda le radici in epoche remote. Già nel 300 a.C. Alessandro Magno faceva conservare il ghiaccio in fosse per averne a disposizione tutto l'anno; tavolette cuneiformi testimoniano l'esistenza di ghiacciaie nell'antica Mesopotamia, e nella Roma del III secolo la neve veniva venduta nei negozi del mercato. Il metodo era semplice ma efficace: il ghiaccio e la neve, importati dalle montagne dei climi più freddi, venivano stipati in fosse o edifici speciali, stratificati con paglia o segatura. Così si mantenevano congelati quasi tutto l'anno.

Nel XIX secolo, negli Stati Uniti, il commercio del ghiaccio divenne un business di primo piano. Il Maine era uno dei principali fornitori: nei primi anni del Novecento, secondo Ken Lincoln, l'industria del ghiaccio era più redditizia di quella del legname nello Stato. I primi blocchi furono tagliati dal Thompson Pond nel 1826 e rifornivano pescatori, drogherie e le ghiacciaie domestiche. Per un certo periodo le ghiacciaie del New England esportavano ghiaccio a Cuba, nelle Indie Occidentali e oltre. Esistevano anche i «baroni del ghiaccio», come Charles W. Morse, che costruì una fortuna sul commercio del ghiaccio, arrivando a controllare quasi per intero il mercato di New York e a spedire il prodotto da Boston fino a Calcutta. Lo chiamavano l'Ice King.

Poi arrivò il frigorifero. Furono proprio gli antenati degli elettrodomestici moderni a decretare la fine dell'industria del ghiaccio. Il Thompson Ice House rimase operativo sorprendentemente a lungo, ma chiuse ufficialmente nel 1985. Due anni dopo, nel 1987, gli abitanti di South Bristol decisero di preservare quel pezzo di storia e ripresero il raccolto annuale. Da allora, ogni febbraio, Ken Lincoln guida una squadra sul Thompson Pond per tagliare e impilare il ghiaccio. Nel 2020, alla manifestazione hanno partecipato quasi tutti i residenti: anziani, adulti e bambini, alcuni dei quali salgono sul ghiaccio fin da quando hanno quattro o cinque anni.

L'evento è diventato un appuntamento identitario per la comunità, un modo per riscoprire un tempo in cui ottenere un cubetto di ghiaccio richiedeva il lavoro di decine di persone. Oggi il Thompson Ice House Museum conserva gli attrezzi e la memoria di quel mestiere, mentre ogni inverno il gesto collettivo del taglio del ghiaccio rinnova un rito che, come dice Lincoln, «fa tornare bambini» e tiene insieme passato e presente.

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