La fotografia medio formato, da sempre apprezzata per la qualità delle immagini ma penalizzata dalla complessità dell'uso su pellicola, trova una nuova vita grazie a un progetto open source. Il maker noto come Wenting ha realizzato il Sitina B220M, un dorso digitale per la fotocamera Mamiya Super 23 che sostituisce la parte posteriore del corpo macchina a pellicola con un sensore digitale, mantenendo intatta l'ottica originale.
Il cuore del progetto è un sensore CCD Kodak KAF-22000CE da 22 megapixel, con dimensioni di 38,8 millimetri per 50 millimetri. Si tratta di una superficie quasi identica a quella del formato 120 per cui la Mamiya Super 23 era stata progettata, il cui lato lungo misurava 56 millimetri. A seconda del dorso montato, l'area esposta non scendeva mai sotto i 41,5 millimetri: il sensore scelto da Wenting si avvicina molto a queste proporzioni, garantendo una copertura dell'immagine coerente con le aspettative dei fotografi abituati al medio formato.
La parte elettronica è affidata a un sistema Xilinx Zynq 7010, che combina i core Cortex-A9 con una FPGA integrata. Questa architettura permette di gestire la lettura del sensore e l'elaborazione del segnale in modo flessibile, sfruttando sia la potenza di calcolo del processore sia la programmabilità dell'hardware dedicato. Wenting ha reso disponibile il codice su un repository GitLab e ha documentato il funzionamento in un video di build, pensato per chi vuole comprendere i dettagli tecnici senza addentrarsi nella lettura del codice sorgente.
Il progetto non è il primo tentativo di Wenting nel campo dell'hardware fotografico. In passato si era già cimentato con le FPGA in un monitor e-ink e con una precedente iterazione di una fotocamera digitale mirrorless. Questa nuova versione è forse meno ambiziosa, limitandosi a un dorso digitale anziché a una fotocamera completa, ma risolve alcuni problemi di progettazione legati alla parte ottica e meccanica, permettendo all'autore di concentrarsi sull'aspetto digitale.
I risultati fotografici, mostrati nel video a partire dall'ottavo minuto e venticinque secondi, appaiono di qualità elevata. L'operazione si inserisce in una tendenza più ampia che vede la comunità open source e dei maker impegnata a dare nuova vita a apparecchiature analogiche, unendo la robustezza e la resa ottica dei sistemi storici con la comodità e l'immediatezza del digitale. Per gli appassionati di fotografia e per chi segue l'evoluzione degli strumenti creativi, il Sitina B220M rappresenta un esempio concreto di come l'innovazione possa nascere dal recupero intelligente di ciò che già esiste.